William Shakespeare – Bacio
Bacerò le tue labbra: c’è rimasto forse un po’ di veleno a darmi morte.
Bacerò le tue labbra: c’è rimasto forse un po’ di veleno a darmi morte.
Dammi un bacio uno di quelli che ti tolgono il respiro, e poi ribaciami per ridarmi vita.
Un bacio nel silenzio, serve per far cadere nel cuore il nostro desiderio di amare.
Sono i sogni ad accompagnare le notti, le nostre notti, che dovremmo passare ad amare, baciare, ridere ed abbracciare. Il mattino ci lascia soli, con qualche speranza nel cuore, di vivere, un giorno, da vicino questo amore.
Ti baciavo, stringendomi a te, e tu tremavi… Ed era come un terremoto dentro me,…
Baciami, e vivimi ogni istante come se fosse l’ultimo.
La lingua era la cosa che più gli era piaciuta.Piccola, rossa, mite e improvvisamente piena dinervi e di sangue come lei.Ore di baci. Nei parchi, contro i muri, come gliadolescenti quando cominciano a provare, asondare un altro corpo dentro. Vermi caldi,incollati di torpore, che si lasciano cadere,scivolare. Lui s’infilava in quella bocca e cicadeva, muoveva la lingua come una pala nellapolenta. Te ne andavi, diventavi umido e pieno difiamme. Crescevi insieme alla saliva. Non eri piùil povero stronzo di una settimana prima. Perchélei ti voleva come una sanguisuga, come unapianta cerca il sole. Come tutte le cose stupideche si cercano nel mondo semplicemente pervivere.Si staccavano per poco e si guardavano,soddisfatti. Di niente. Di quel ruminare. Poitornavano al lavoro. Come operai sudati. Perchédi quello si trattava. Fondamenta di saliva per unamore.