Silvano Montanari – Frasi in lingua straniera
Sofferenza…Strisciante qual serpe velenosa,invade il corpo dell’ignaro astante:debilita la mente, incatena il cuorerende la vita una gabbia di dolore.
Sofferenza…Strisciante qual serpe velenosa,invade il corpo dell’ignaro astante:debilita la mente, incatena il cuorerende la vita una gabbia di dolore.
Hoy me rìo de los muchachos de ochenta que consultan al mèdico asustados por estos sobresaltos, sin saber que en los noventa son peores, pero ya no importan: son riesgos de estar vivo.Oggi rido dei ragazzi di ottant’anni che consultano il medico spaventati da questi crucci, senza sapere che a novanta sono peggiori, ma non importa più: sono rische dell’essere vivi.
Il tempo passa e sulla struttura lascia profonda traccia, ma ciò che importa è mantenere…
Tredici anni! Un tempo importante: le prime simpatie; i primi coinvolgimenti amorosi. Il Sole che…
No princípio do fimHà ruídos que não se ouvem mais:- o grito desgarrado de uma locomotiva na madrugada- os apitos dos guardas noturnos quadriculando como um mapa acidade adormecida- os barbeiros que faziam cantar no ar suas tesouras – a matraca dovendedor de cartuchos- a gaitinha do afiador de facastodos esses ruídos que apenas rompiam o silêncio.E hoje o que mais se precisa è de silêncios que interrompam o ruído.Mas que se hà de fazer?Hà muitos – a grande maioria – que jà nasceram no barulho. E nem sabem, nem notam, por que suas mentes são tão atordoadas, seus pensamentos tão confusos. Tanto que, na sua bebedeira auricular, sò conseguem entender as frases repetitivas da música pop. E, se esta nossa “civilização” não arrebentar, acabamos um dia perdendo a fala – para que falar? Para que pensar? -, ficaremos apenas no batuque: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”Al principio della fineCi sono rumori che non si sentono più:- il grido solitario di una locomotiva nell’alba;- i fischietti delle guardie notturne che squadrano come una mappa la città addormentata;- i barbieri che facevano cantare per l’aria le loro forbici;- il tric-trac del venditore di castagne;- lo zufoletto dell’affilatore di coltelli.Tutti quei rumori che appena rompevano il silenzio. E oggi quel di cui più c’è bisogno sono silenzi che interrompano il rumore.Ma che possiamo farci? Molti – la grande maggioranza – sono nati già nel frastuono. E neanche lo sanno, neanche lo notano, tanto le loro menti sono stordite, i loro pensieri confusi. Tanto che, nella loro ubriacatura auricolare, riescono solo a sentire le frasi ripetitive della musica pop. E, se questa nostra “civiltà” non esploderà prima, un giorno finiremo per perdere la favella: perché parlare? Perché pensare? Resteremo soltanto col suono dei tamburi: “Tan! Tan! Tan! Tan! Tan!”
Don’t fuck the world even more than it has already been fucked by a pack of bastards. You may be killed by your own boomerang!Non fottere il mondo anche più di quanto esso è già stato fottuto da un sacco di bastardi. Potrai essere ucciso dal tuo stesso boomerang!
Io Credo fermamente nell’esistenza di Dio. È manifesto in ogni cosa intorno a noi e noi sottostiamo alle sue leggi che governano il mondo. Lui ama te, come ama tutti gli afflitti e gli umili della terra e davanti a Lui dovremo comparire all’ultimo giorno, ma non come uomini, bensì come spiriti.Per poter arrivare al suo profondo Amore; alla sua abbacinante luce che tutto scalda, tutto guarisce, dovremo essere mondi dal peccato e dovremo pagare per le nostre presunzioni e per i nostri errori.