Guido Gallozzi – Morte
Il sonno è una morte leggera, con interruttore. La morte è un sonno pesante: totale blackout.
Il sonno è una morte leggera, con interruttore. La morte è un sonno pesante: totale blackout.
Tutti noi prima o poi moriamo; quello che conta, però, non è vivere per sempre ma creare e generare qualcosa che viva al posto tuo per sempre.
La memoria riesce a far vivere il ricordo di una persona cara, a farcela rivedere nel suo aspetto più splendente, al di là del muto riposo della tomba.
Misterioso è il Nulla che spinge in silenzio tra le braccia sconosciute del Sonno.
Appena adolescente, la prospettiva della morte mi gettava nell’angoscia; per sfuggirvi mi precipitavo al bordello o invocavo gli angeli. Ma, con l’età, ci si abitua ai propri terrori, non si fa più niente per liberarsene, ci si imborghesisce nell’Abisso. – E se ci fu un tempo in cui invidiavo quei monaci egiziani che scavavano le loro tombe per versarvi lacrime, oggi scaverei la mia per non lasciarvi cadere altro che cicche.
L’unica minaccia che conosco non è quella di morire, ma quella, di morire dimenticata.
Mentre qualcuno festeggia una nascita, un compleanno o una rinascita. Qualcun altro muore.