Giuseppe Catalfamo – Morte
Non lo degnerò neanche d’una lacrimaquesto sporco “mondo” quando svanirò.Ne verserei a fiotti dovessi “perdere”prima di mia madre e del mio Santo.Struggente il loro dolore.
Non lo degnerò neanche d’una lacrimaquesto sporco “mondo” quando svanirò.Ne verserei a fiotti dovessi “perdere”prima di mia madre e del mio Santo.Struggente il loro dolore.
La morte sorride a tutti; un uomo non può far altro che sorriderle di rimando.
Giace il cavallo al suo signore appresso,giace il compagno appo il compagno estinto,giace il nemico appo il nemico, e spessosu’l morto il vivo, il vincitor sul vinto.Non v’è silenzio e non v’è grido espresso,ma odi un so che roco e indistinto:fremiti di furor, mormori d’ira,gemiti di chi langue e di chi spira.
Nella storia dei tempi la vita è soltanto un’ebrietà, la Verità, è la Morte…
Ai vivi si deve del rispetto: ai morti non si deve altro che la verità.
Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia.
Perché non è nella mera morte che gli uomini muoiono di più.