Antonio Prencipe – Morte
Possiamo decidere come vivere, ma non possiamo decidere come morire.
Possiamo decidere come vivere, ma non possiamo decidere come morire.
Ricordo mio nonno, un contadino: quando gli chiedevo “Cosa fai, nonno?”, rispondeva “aspetto la morte”. Per me non era mai una risposta tragica perché per lui aspettare la morte significava attrezzarsi, nell’ultima parte della vita, ad affrontarla con tutte le armi dell’uomo (lo scherno, l’ironia, la tristezza, l’amicizia, l’amore), ma mai ad esorcizzarla. Noi invece la dobbiamo esorcizzare con i nostri “gesti segreti” perché crediamo solo nei fatti. E di fronte al “fatto della morte”, che non si può controllare perché si è “assenti” nei riguardi di esso, possiamo solo fare scongiuri o “dare i numeri”.
La morte è ciò che fino ad ora la vita ha inventato di più solido.
Dobbiamo essere contenti di morire se non possiamo vivere come uomini o donne liberi.
Una persona non muore quando dovrebbe, ma quando può.
Beati tutti coloro che, nati prima della Scienza, avevano il privilegio di morire alla prima malattia.
Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici.