Steven Wright – Morte
Quando morirò lascerò il mio corpo alla fantascienza.
Quando morirò lascerò il mio corpo alla fantascienza.
L’uomo non dovrebbe credere ai fantasmi, specie dei non defunti.
Alla morte chiedo una sola grazia: che sia così clemente da prendermi nell’istante in cui la ragione mi abbandona.
Funerea falce nell’infinito ventre oscilla sul capo dei condannati a vita.
La più crudele eredità della morte è che spesso lascia gli altri prigionieri della vita.
Chi ha voglia di vivere, non pensa tanto al morire… ma chi si sente morire, pensa a quella maledetta voglia di vivere.
Se vuoi credere a coloro che penetrano più profondamente la verità, tutta la vita è un supplizio. Gettàti in questo mare profondo e tempestoso, agitato da alterne maree, e che ora ci solleva con improvvise impennate, ora ci precipita giù con danni maggiori dei presenti vantaggi e senza sosta ci sballotta, non stiamo mai fermi in un luogo stabile, siamo sospesi e fluttuiamo e urtiamo l’uno contro l’altro, e talvolta facciamo naufragio, sempre lo temiamo; per chi naviga in questo mare così tempestoso ed esposto a tutti i fortunali, non vi è altro porto che la morte.