Jean Rostand – Morte
Alla perdita di quelli che amiamo, è meno la loro vita che ci sfugge che la loro morte che c’invade.
Alla perdita di quelli che amiamo, è meno la loro vita che ci sfugge che la loro morte che c’invade.
Che cos’è l’uomo? Un possesso della morte, un viandante che passa, un ospite dei luoghi.
Nella nascita e nella morte si parte per arrivare e si arriva per partire.
Dopo la morte penso che finirò sotto al fico della mia casa di Manciano, dove riposano i miei cari.
Restituiamo la tranquillità ai Romani, visto che non hanno la pazienza di attendere la fine di un vecchio come me.
La morte non è nel non poter più comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
Non ti preoccupare della morte, quando ci arrivi, perché non lascia impronte.