Paul Gauguin – Sogno
E chiudo gli occhi per vedere…
E chiudo gli occhi per vedere…
La notte è dura a morire se non danzi nei miei sogni!
Cosa c’è di più intimo di un sogno infranto?Una colpa inconfessata, uno sguardo d’invidia il cui ricordo ci infiamma di vergogna, un gesto sgarbato che non avremmo voluto compiere, quelle parole pesanti che annegano il cuore.Queste sono le cose intime, non certo i banali segreti maldestramente celati, né tantomeno le nostre nudità così ben esposte sulle spiagge, e nemmeno le indiscrezioni su infatuazioni e abitudini sessuali.No, le cose intime sono così personali e riservate da non farle sapere neanche al cuore, nascondendogli allo specchio gli occhi velati di pianto o un ghigno poco umano.Quelle cose che generano i peggiori rancori e i più amari rimpianti, che uccidono l’innocenza e promettono vendetta.Sono queste le cose intime che non diremmo mai a nessuno, neanche al nostro animo lacerato, neanche ad uno sconosciuto mascherato, che forse saprà delle nostre paure da poveri mortali consapevoli, si accorgerà della nostra voglia di afferrare qualcosa prima di scivolare via giù nel burrone del nulla, e forse sarà anche ignaro custode di un’emozione felice, ma mai arriverà a sondare l’abisso silenzioso della nostra intimità.
All’alba,le pallide stelle,son tremuli baglioridi sogni fluttuanti.
Tutto comincia con un sogno.
Il sogno, non la speranza, resta sempre, c’è quando può, se vogliamo, se va è andato, non soffre l’illusione al contrario della speranza.
Mia dolcissima Ting… sei il mio sogno fatto realtà… ma adesso ho bisogno di viverti almeno in un sogno… chiudo lentamente gli occhi nel riflesso del tuo viso… ti amo…