Gigliola Perin – Stati d’Animo
E poi? Poi vedi, senti, scopri ed è allora che comprendi. Sei stata una pedina su di una scacchiera, ha fatto scacco matto al tuo cuore ed ucciso l’anima. Ora sai più di ieri, ora sai.
E poi? Poi vedi, senti, scopri ed è allora che comprendi. Sei stata una pedina su di una scacchiera, ha fatto scacco matto al tuo cuore ed ucciso l’anima. Ora sai più di ieri, ora sai.
La paura di rimanere da soli ci spinge a commettere errori che possono segnare il nostro futuro.
La sensibilità è una condanna, ma ti consente di cogliere milioni di colori in un viaggio in bianco e nero.
L’errore più grande che ho fatto in vita mia è che non sono stata sincera con i miei sentimenti e il risultato è che il mio cuore, o almeno una parte, non è riuscito a mentire insieme a me. È rimasto la, dove lo ho lasciato.
Il male della depravazione svigorisce la convulsione di una debole ribellione e mortifica ogni senso. Fine dolosa la rassegnazione, oltre il confine l’assenza. Pensare il malessere significa essere il male, o comprenderlo bene.
Inutile dire ad una stella di brillare, perché lo farà comunque. Inutile dire al sole di scaldare, perché il suo calore sarà sempre più forte. Inutile cantare note al vento, perché esso le porterà via senza ascoltarle. Inutile adulare la bellezza del Narciso, perché esso si getterà nel fiume pur di guardarsi. Eppure diciamo alle stelle di brillare più intensamente per poterle vedere, al sole di scaldarci con i suoi raggi per poi di quel calore poterne godere, cantiamo al vento note dissennate che non arriveranno mai alla luna e aduliamo la bellezza più di quanto possa fare il Narciso stesso con la sua fortuna. Siamo esseri umani, viviamo di bellezza, d’amore e di una ricerca insensata di un semplice bagliore, nascosto nell’effimera sostanza di una forma umana, che in realtà non è che un’anima in un corpo che funge per esso come una comoda stanza in una dimensione vana.
Mi sono perso nell’incanto delle parole, mi sono sentito inghiottito da un vortice di pensieri, sono stato invaso da una girandola di sogni, mi sono fatto cullare da una dolce canzone, e alla fine è nata, anzi no… Alla fine “Ho costruito un’emozione”.