Marco Cirino – Stati d’Animo
Non bevo per dimenticare… perché non servirebbe a niente… bevo per allontanarmi da questa tremenda realtà almeno per un po’, e poi nel caso dovessi pensarti lo farei con un sorriso che di certo non ha un senso.
Non bevo per dimenticare… perché non servirebbe a niente… bevo per allontanarmi da questa tremenda realtà almeno per un po’, e poi nel caso dovessi pensarti lo farei con un sorriso che di certo non ha un senso.
C’è, spesso, nelle cose non dette, o tacitate, o rinviate, o semplicemente ignorate, o dimenticate, l’attimo che forse era lì, nell’aria, nella mente, nello sguardo, nel cuore, per essere accolto come quel vagito a lungo atteso, come quel fiore sbocciato a sorpresa in un deserto, come l’anelito di un pensiero più volte represso dalle contrarietà, come quell’occasione ormai chiusa silenziosa nel tempio del rimpianti senza fine!
Alcune cose si sentono, si avvertono in quei piccoli particolari che vorremmo non sentire, non vedere, ma che ci sono.
Fino a un minuto fa ero convinto di essere io, poi mi son guardato allo specchio e… sono un altro!
Ci sarà sempre una lacrima pronta a solcare il nostro viso, e noi, eterni sognatori, l’asciugheremo sempre sperando tempi migliori.
Certe sere non mancano i baci o gli amplessi, manca l’accartocciarsi tra le braccia dell’altro, come un fragile foglio di carta. Stare lì ed avere l’impressione che nessuna folata di vento possa portarti via.
Accarezzo dolcemente il mio passato, anche quello più tempestoso. In fondo, è parte di una storia, scritta in modo indelebile dentro di me.