Gabriele D’Annunzio – Stati d’Animo
Il chiarore vanisce, il sopore m’adagia.
Il chiarore vanisce, il sopore m’adagia.
Ma che ne sai dei miei problemi, della mia vita, dei miei guai! Ehi basta! Ma lo volete capire o no che così non si va da nessuna parte! Mi fate incazzare come una bestia! La vita è bellissima! A volte è dolce ma molto più spesso è dura e noi dobbiamo esserlo più di lei. Carezze, baci ma anche pugni e calci. E non fate affidamento su nessuno se non soltanto su voi stessi! E adesso me ne vado a suonare Vivere di Vasco con la chitarra. Buona vita a tutti.
Lei era affamata, affamata d’emozioni, sensazioni, percezioni. Lei aveva sempre quel vuoto mai riempito perché nessuno aveva mai capito che il suo dare era senza richieste, senza pretese e si svuotava dimenticando sé stessa mentre cercava qualcuno che fosse come lei. E quella fame così sordida e implacabile, sconvolgente e devastante la stava portando alla follia. Sola e vuota. Una stella in declino silenzioso. La luce ormai avrebbe illuso i più di averla ancora quando in realtà non era più.
Come l’acqua scava nella roccia, goccia a goccia, così anche nella nostra anima ci sono deformità, scolpite dalle nostre emozioni, che nemmeno il tempo riesce a cancellare.
La pietà che mi venisse da voi mi sarebbe più cara della passione di chiunque…
Per scrivere dell’amore, devi essere innamorata o con il cuore spezzato e non so quale delle due è peggio.
Certe persone non tollerano in altri la serenità, la gioia, la semplicità, sembra che la loro soddisfazione sia quella di vedere negli altri il riflesso del loro dolore!