Raffaella Frese – Tristezza
Aspettare che certe persone ti trattino con lo stesso rispetto che tu tratti loro, è solo una perdita di tempo. Non tutti conoscono la definizione rispetto, purtroppo!
Aspettare che certe persone ti trattino con lo stesso rispetto che tu tratti loro, è solo una perdita di tempo. Non tutti conoscono la definizione rispetto, purtroppo!
Le lacrime stramazzano da un contenitore sempre pieno.
Proprio perché ho la capacità di vedere quanto sia straordinaria la vita, odio le sere come questa, in cui non mi è concesso di vivere. Urlo solitario, mi arrabbio e sento un crampo fastidioso nello stomaco, ora che capisco, con tutta la mia anima, cosa significhi non esistere.
Sono inciampata e ho vacillato mi sono aggrappata a “qualcosa” che credevo solido, sono andata avanti zoppicando finché sono nuovamente inciampata e caduta. Come una bambina ho pianto, ma non piangevo come una bambina, perché il dolore che sentivo era il mio cuore di adulta andare in pezzi, frantumato dalla mia stessa vita che sembrava non appartenermi più. Consolavo quel frenetico battito accarezzandolo cercando nelle pieghe della mia mente qualcosa che sapesse di buono. Quanto amaro in bocca! Ho maledetto e leccato le mie lacrime, ognuna una ferita a solcarmi l’anima di sale, le mie spalle come ali impazzite cercavano di spiccare il volo per respirare, per andare lontano con il pensiero. Qualcosa di buono! Strisciando verso il fondo mi sono spogliata della mia corazza, forse fasulla, non sono io il centro del mio mondo. Qualcosa di buono, ed eccolo! Un viso, i miei stessi occhi, la parte migliore di me. La continuità della mia vita.
Gli addii hanno sempre un retrogusto amaro.
Dolore, delusioni di vita, e molti ne portano il peso più di quanto vorrebbero.
I sogni che rincorriamo sono sempre più veloci di noi.