Roberto Giusti – Tristezza
Sono un fragile vagabondo che ammirando l’infinito cielo… va cercandoti.Il mio cuore è lassù fra le stelle e sono lacrime quaggiù… sulla mia pelle.
Sono un fragile vagabondo che ammirando l’infinito cielo… va cercandoti.Il mio cuore è lassù fra le stelle e sono lacrime quaggiù… sulla mia pelle.
È la paura il più grande ostacolo verso la libertà e felicità, il più grosso vantaggio del dubbio e rimpianto.
Vero, tutte le cose finiscono ma è come finiscono che fa la differenza.
Adoro la solitudine perché ci ritrovo me stessa e credo che chi ne rifugga abbia soltanto paura di ritrovarvici la propria vera essenza.
Sei invisibile, come il fievole passaggio del vento fra le fronde degli alberi spoglie…seppur così udibile, nella foresta dagli incessanti fruscii.Canti in ogni dove, riecheggiano in eterno il tuo bel e dannato nome…dacché il buio afferra ancora, le tue labbra nell’eclissi di sole.
Preferisco le cose dette in faccia che le mezze parole (pugnalate) sussurrate dietro la schiena!
Quando la realtà mi fa schifo, quando l’umiliazione si trasforma in rabbia e la violenza vince si apre immensa tristezza. Ma la realtà è anche questo!