Antonella Coletta – Verità e Menzogna
Le persone che non ci sono quando sei tu a star male, quando è il tuo momento di dolore, non sono un bel niente. A loro riservo solo pensieri e parole per cui il mio “personale dizionario” diventa indecente.
Le persone che non ci sono quando sei tu a star male, quando è il tuo momento di dolore, non sono un bel niente. A loro riservo solo pensieri e parole per cui il mio “personale dizionario” diventa indecente.
Per quello che mostro di me vorrei essere considerata: -amata o odiata, invidiata o ammirata, criticata, respinta o voluta…fa lo stesso,importante di non sparire nell’ombra della indifferenza,così posso dire che esistito…
A volte sarebbe proprio curioso vedere cosa pensano certe persone.
Ciò che conta davvero è essere se stessi, credere nei propri ideali, saper godere e saper soffrire… le situazioni cambiano, l’identità resta.
Ho l’anima antica. Non amo il cellulare, i messaggi. Ma guardare gli occhi, respirarne l’anima di ogni singola parole. Adoro il muovere lento delle mani e il profumo della carta intrisa di inchiostro. Le case in cui si impasta ancora il pane così come a farci l’amore. Amo i cavalli e quel modo tutto loro di muoversi, come sempre in attesa di un appuntamento; e quell’idea di libertà che ti donano sempre, anche dietro un misero recinto. Amo i fiori e le parole dolci, le canzoni e le dediche. Amo chi mi fa arrossire, ma il complimento deve esser garbato. E non dimentico. Ricordo a lungo. Ricordo per sempre.
Tacere, a volte, è un dono da elargire a chi non sopporta la verità.
La tenerezza. Quello che un po’ manca forse oggi. Quel caldo al cuore che fa star bene. La tenerezza di un bimbo che non si vergogna a chiedere aiuto, di un cucciolo che ti guarda con occhioni fiduciosi. Il profumo della tenerezza di un nuovo amore, della paura che l’avvolge. La tenerezza di un tramonto o di un amico che ti dà una mano. Di due bambini felici per l’arrivo della primavera, di una mamma che sorride per un bel voto che il figlio ha ricevuto a scuola. La tenerezza di un genitore quando il figlio pedala sulla sua bici nuova. La tenerezza di un anziano che non dovrebbe mai esser lasciato solo, perché con l’età torna bambino… e vorrebbe sempre qualcuno vicino. La tenerezza di chi non ti conosce, ma con entusiasmo ti rivolge un sorriso. È lo zucchero nel caffè… ebbene sì anche quello è un tocco in più di tenerezza.