Robert Louis Stevenson – Vita
L’epoca più oscura è oggi.
L’epoca più oscura è oggi.
A volte vorrei che il mondo e la vita fossero tutto un riflesso. Profondo, bagnato. In qualunque modo, ma mai senza fine.
Tanto l’importante è divertirsi. È ovvio, tu devi essere felice. Non c’è posto per la tristezza in questo mondo vero? Prima osservi le disgrazie che accadono nel mondo, al telegiornale, in maniera spesso e volentieri distaccata, poi magari ti commuovi alla vista di un cucciolo di panda appena nato. Ma tu sei felice. Felice forse, di fare una vita come tante altre. Felice perché qualcuno ti ha detto che è così che deve essere. Felice perché la società decide costantemente per te. Ma allora perché si ha paura di morire? Perché si cerca sempre di allungare la nostra permanenza su questo mondo? La felicità è il compimento di noi stessi, l’apice di un qualcosa che prima o poi deve finire. Sta a noi scegliere se raggiungere questo apice oppure no. Essa è un obiettivo talmente importante per noi che al suo compimento nulla riesce ad avere più un senso, se non la felicità stessa.
Nella vita non esistono mai differenze tra le persone, non esistono barriere, esistono esseri umani, ognuno con il proprio carattere, con il proprio stile, con il proprio essere, e da ognuno di loro abbiamo sempre da imparare, proprio come gli altri hanno da imparare da noi. Questo significa crescere, maturare, questo significa vivere.
Ci sono persone che si allontanano con l’arrivo di una tempesta, altre si avvicinano coprendosi alla grande con lo stesso abito.
Nella fanciullezza la vita ci si presenta come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo scenario visto da molto vicino.
Tutto fa parte del viaggio.