Giampiero Piovesan – Abitudine
Sono solito dimenticare tutto ciò che imparo per poter dire: “so di non sapere”.
Sono solito dimenticare tutto ciò che imparo per poter dire: “so di non sapere”.
Il pessimista è nient’altro che un ottimista pentito.
Una prigione sembra che poco per volta diventi una stanza amica, ma in realtà è l’arrendevolezza che la fa sembrare amica.
Mai darsi per vinti nella vita, anche quando, a causa dell’incompetenza altrui e del menefreghismo,…
Sono una che condivide tutto, tranne lo spazzolino da denti!
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
Quando odiare è un abitudine, la solitudine diventa di routine.