Francisco Junior Bautista – Abitudine
Pensavo sarebbe stato solo un periodo… Ma a conti fatti, sono passati ben 5 anni…
Pensavo sarebbe stato solo un periodo… Ma a conti fatti, sono passati ben 5 anni…
Ci sono discorsi troppo profondi ed impegnativi che non possono essere risolti con due parolacce, frasi ad effetto, o con slogan…
Si parla e si scrive molto spesso d’amore quasi come se fosse un isola che…
Ti ho evitato perché non seppi scegliere…Ed ora non passa giorno in cui non mi…
Siamo così intenti a guardare le apparenze, che non riusciamo più a vedere il cuore delle persone.
Le cose complicate vengono scartate come in un processo di selezione naturale, così come le persone. Si tende a scegliere quelle semplice, pacate, che non creano problemi, che non hanno crisi esistenziali né crolli emotivi, le si sceglie convinti di poter viaggiare poi in un fiume di tranquillità.Per questo delle persone difficili ci si dimentica, le si accantona, si tende ad evitarle così da non sentirsi troppo pressati dalla loro presenza.Ed io ho saltato questa fase della selezione naturale. Come per un difetto genetico, come se ricoperta da una coltre di ghiaccio tanto spessa da non permettermi di guardare oltre o di riprendere calore, io cado in errore.Cerco l’errore, la difficoltà, la strada in salita, il sasso nella scarpa, gli occhi gonfi ed il cuore impazzito. Mi emoziono quando non devo, piango mentre tutti sorridono, sorrido tra i fiumi di lacrime. Io mi nutro degli scarti di chi seleziona per un’evoluzione perfetta della specie. Cerco negli angoli, nel buoi dei disastri. Cerco i fallimenti, gli sconfitti, i ritirati.Cerco chi mi somiglia. Cerco il mio errore perfetto.
Sostituisco la parola alla parolaccia.