Anonimo – Abbandonare
Ho rinunciato a te perché era giusto così ma non chiedermi di rinunciare a ciò che provo.
Ho rinunciato a te perché era giusto così ma non chiedermi di rinunciare a ciò che provo.
Sentiva una parte di sé che non era più cosciente… quella parte che piano piano scivolava via lasciandola nel vortice dell’incertezza. Non sapeva cos’era, sembrava malinconia, sembrava rabbia per la vita forse anche insicurezza… Chissà poteva essere resa.
Il miglior modo per dire addio è non dirlo affatto.E il miglior ricordo che ci si può portare via è il ricordo di un giorno qualsiasi.
Il buio, il vuoto, il nulla: sono metafore di una dimensione ancestrale in cui la vita si ri-partorisce. Se si accoglie il vuoto che gli abbandoni ci portano, gli addii sono fonte di progresso, di rinascita, di nuove occasioni di vita. Se resistiamo, se rimpiangiamo, ci tormenteremo per anni. Sì, bisogna toccare il fondo per ritornare a vivere.
Mi dispiace non averlo fatto prima.Ora mi sento molto più leggero.
Si rischia di crollare nel pozzo del nulla, quando vicino al tutto ci leghi qualcosa che non ha senso.Vedo che controlli ciò che dico con la biro in mano.Sento che qualcosa dentro è cambiato, in meglio? Chi lo sa.Ti sento… Eterno mio dilemma che sorgi da me e oltrepassi l’universo.Nutriti dei miei pensieri perché saranno l’unica e ultima cosa che ti concedo.
Lui ha un gran potere su di me, ma presto lo perderà.