Giampiero Piovesan – Cielo
La notte illumina le stelle, si aprono gli occhi del cielo.
La notte illumina le stelle, si aprono gli occhi del cielo.
Ti guardi dentro e cerchi nel tuo cielo un altro cielo. Voli. Poi, ti fermi. Rifletti e ti scomponi pure. Un altro cielo nel tuo cielo. Caduta libera per sentire la forza di gravità. Ti estranei e, poi, rinvieni. Un cielo. Un altro cielo. Corri senza freno mentre le palpebre si bagnano d’ebbrezza. Corri quasi solo. Insegui quella comprensione, quella sensibilità, quella lealtà. Insegui. Pervieni quasi solo. Ti giri, ti rigiri, ancora giri. Stringi i denti mentre sta sopraggiungendo un sorriso. Un altro cielo nel tuo cielo.
Io non cerco nulla, mi lascio trovare.
Il cielo ci racconta molte cose, se impariamo a conoscerlo.
Non bisogna odiare la pioggia, perché è la voce del cielo, il suo modo di comunicare alla terra, che purtroppo è distante da lui.
Il cielo senza stelle è come il mare senza i pesci.
Dopo la morte c’è “solo” eternità.