Alessandro D’Avenia – Stati d’Animo
Grazie a quell’abbraccio sento i miei spigoli, i miei difetti, le mie spine. E li sento già smussati, addolcirsi, e incastrarsi con dolcezza nei vuoti di lei.
Grazie a quell’abbraccio sento i miei spigoli, i miei difetti, le mie spine. E li sento già smussati, addolcirsi, e incastrarsi con dolcezza nei vuoti di lei.
Si arriva alla felicità? Non so, forse. Forse dopo tante cadute, tante rialzate, l’anima smette di credere ed incomincia a credere che la felicità sia solo un traguardo che non tutti riescono a raggiungere.
Al sorriso delle labbra non credo più. Ora lo cerco solo negli occhi: loro non mentono mai!
In ogni galassia ci sono circa quattrocento miliardi di stelle, le galassie stimate nell’universo sono circa centoquaranta miliardi, i pianeti stimati sono dieci miliardi di trilioni e quelli che ospiterebbero forme di vita sarebbero alcuni milioni. Ora dimmi, come fai a sentirti solo?
Essere troppo buone, esserci sempre non è mai un bene, l’ho capito a care spese! L’ho capito quando mi sono sentita messa da parte perché non servivo più. Ho capito che devo cambiare che non tutti sono come me, sinceri, onesti e leali, molti sono furbi ed egoisti e non fanno per me.
Tentare di applicare la logica a un sentimento è come sperare di vendere dell’acqua all’oktober fest.
Di cosa mi dovrei vergognare? Di aver creduto in persone e sogni che poi sono risultate essere solo belle illusioni costruite e contornate di bugie? Oppure delle lacrime versate nel momento in cui si apre bruscamente gli occhi di fronte alla realtà. No! Io non mi vergogno di questo, perché fa parte di me, sono solo stata vera, sono solo stata me stessa. Quando ho creduto, quando ho pianto e sofferto e anche quando mi sono arrabbiata regalando un sentito: “vaffanculo”!