Angela Cicolari – Musica
Una canzone finisce dove la storia si ripete, e le sue parole si zittiscono. O forse è proprio allora che comincia?
Una canzone finisce dove la storia si ripete, e le sue parole si zittiscono. O forse è proprio allora che comincia?
Quando l’Onnipotente e i suoi angeli avranno consumato tutta la luce universale nella loro legge del “raddoppiamo quindi pappiamo, perché ci meritiamo noi tutto”, precipiteranno nel buio eterno, da loro cercato e voluto… proprio per cercare di evitarlo nel modo sbagliato. L’Alfa sta diventando l’Omega del suo creato per invidia e possesso mancato.
Ho sempre avuto l’inclinazione a dare una colonna sonora alle mie giornate.
Forse, a volte, le parole servono di più a chi le scrive, nell’ingenua speranza che la morte freni la sua corsa, e gli dèi (o chi per loro) rinsaviscano.
Raccontare e vedere sono cambiati, le storie sembrano tutte concentrate a rimirarsi allo specchio piuttosto di tracciare verità sulla base di quello che è e che esiste. Quali fasulle battaglie dietro il nulla: il serpente si azzuffa contro se stesso per contemplare quanto sia bello e bravo? Un animale che si morde la coda, un serpente, o un cane.
Sentir nascere una canzone è come dare forma ad un sogno. Nessuno a parte te sapeva della sua esistenza, nessuno a parte te saprà mai cosa ci hai messo dentro.
Tu non balli la musica, è addirittura la musica che segue te.