Anna Maria D’Alò – Felicità
Spesso la felicità non è nell’ottenere ciò che si desidera, ma nel desiderare ciò che non si ottiene.
Spesso la felicità non è nell’ottenere ciò che si desidera, ma nel desiderare ciò che non si ottiene.
Questo tempo così sottile, sotto stelle dense di rimpianti, questa vita acre che muta per tornare sempre la stessa, questo istante di felicità si disperde tra le ombre dei pensieri, si dissolve tra le voci della Luna, eclissandosi tra parole e maree. La speranza si affievolisce arrestandosi sotto le coperte del cielo, dimenticarsi di respirare…
La solitudine è necessaria quanto la felicità. La prima è un intimo dialogo con il proprio io; la seconda non è altro che una riflessione della prima: Io scelgo, nella mia solitudine, di essere felice a modo mio.
Abbandonarsi alla vita è perdonarle di averti creato e abbandonato.
Gli applausi sono come l’incenso che ti inebria solo quando viene asperso.
Nel lungo termine, le esperienze ottimali si sintetizzano in un senso di controllo, o meglio di partecipazione nella determinazione di ciò che si fa della propria vita: ed è questo tipo di esperienza ciò che noi siamo in grado di immaginare pensando al concetto di felicità.
Ieri sera mi hanno chiesto se fossi felice. Sarebbe bastato un bicchiere di rum in più per rispondere sì.