Anna Rijtano Mallus – Felicità
Devo inventarmi la vita ogni giorno aggrappandomi a brandelli di felicità lontane.
Devo inventarmi la vita ogni giorno aggrappandomi a brandelli di felicità lontane.
Non ho mai avuto molto dalla vita, ma ho sempre apprezzato quel poco che mi è stato dato, non ho mai preteso niente di più di ciò che avevo perché, quello che avevo mi rendeva felice, non vorrei molto di più in futuro ma solo la possibilità di essere felice.
Reggo così bene il peso delle mie infelicità che non potrò mai essere una vera infelice.
La felicità è un quadro che non ha colori forti, pennellate decise, non usa toni esagerati né richiede sofisticate menti per essere riconosciuta, è un semplice insieme di sfumature delicate, sparse un po’ ovunque usa toni sommessi e si muove in silenzi esagerati… la felicità è lì, basta saperla decifrare!
Sulla felicità non si costruisce una polis e nemmeno una stanza, solo si possono produrre scintille brevi e irripetibili. Una felicità prolungata è una narcosi.
Non giocate con le difficoltà degli altri. Non giocate coi buoni e sinceri sentimenti. Non giocate con le parole. Mettete in pausa la vostra furbizia e tutte le vostre tattiche; hanno già fatto troppi danni. La dignità regala sempre molte più soddisfazioni tra cui la rispettabilità e la credibilità. Intraprendete la strada della coerenza e vi sentirete più leali, più veri e realizzati.
La gente dalle favole ricorda solo la frase finale “e vissero per sempre felici e contenti”. Ma qua nessuno ha imparato niente, non erano state scritte solo per il vissero felici e contenti. Oggi tutti vogliono la felicità e non sono disposti a star male o a fare sacrifici la vogliono gratis ma le cose belle costano.