Anonimo – Tristezza
Oggi il mio dolore è così intenso, che credo che la felicità è una malattia e la tristezza è mia unica salute.
Oggi il mio dolore è così intenso, che credo che la felicità è una malattia e la tristezza è mia unica salute.
Un uomo senza un “vero amico” è come un poeta senza penna… è come un cavaliere senza spada… è come una pianta senza acqua.
Per tutto quello che è stato, per tutto quello che poteva essere, per tutto quello che sarà, per tutto ciò che è iniziato e per tutto quello che è appena finito, sorridi, non perderti nel passato e vivi.
Ebbene sì, noi donne siamo complicate come il cubo di Rubik.
Il dolore non percorre le rughe ma le accentua. Il dolore spegne il sorriso, trascinando inesorabilmente gli angoli della bocca verso il basso, incurva le spalle, contrae lo stomaco, irrigidisce gli arti. Ti sembra di morire, insomma. Il punto è che non muori. Continui ad andare avanti, abituandoti perfino a questa condizione. Ci si abitua talmente tanto da correre il rischio di non saper riconoscere poi i pochi momenti di felicità che ci capiterà di sicuro di vivere nuovamente. Non vivi, sopravvivi. E la cosa buffa, se così vogliamo definirla, è che molto spesso l’artefice del nostro dolore è paradossalmente lo stesso che potrebbe guarirlo. Ma quasi mai lo fa.
Puoi incatenare un uomo, o rinchiuderlo in umide mura; ma non potrai mai imprigionare il suo pensiero, nè la sua anima…
Vivere nell’incertezza del dubbio è triste preferisco la delusione che vivere nell’illusione!