Anton Cechov – Morte
La morte non vuole gli stupidi.
La morte non vuole gli stupidi.
La morte non è nel non potere più comunicare, ma nel non potere più essere compresi.
Questa è l’inevitabile matematica della tragedia, la moltiplicazione del dolore. Troppe brave persone muoiono un po’ quando perdono coloro che amano. Una morte può generarne due, venti o cento. È così ovunque.
La vita mi sembra una sigaretta, si consuma, diventa cenere, poi si spegne e viene gettata a terra, calpestata e dimenticata da tutti.
Tutto quello che conta non è vivere, ma saper morire.
Bisognerebbe imparare ad onorare le persone meritevoli quando sono in vita, e non svegliarsi un giorno qualsiasi e iniziare ad osannarle solo perché il corso della loro vita è cessato.
La morte desta vere emozioni soltanto negli eredi.