Antonella Frida – Stati d’Animo
Fra tanti che ammiravano le luci artificiali, io ero quella in disparte, a guardare la luce delle stelle. Ma tu non mi vedesti.
Fra tanti che ammiravano le luci artificiali, io ero quella in disparte, a guardare la luce delle stelle. Ma tu non mi vedesti.
Non c’è niente di più bello di accendere lo stereo e iniziare a comunicare le parole espresse da una canzone con il linguaggio del corpo, esprimere l’emozioni che esse danno semplicemente danzando, rendendole libere di essere visibili ai nostri occhi ancora inesperti di certe passioni che solo i movimenti e la fatica di spostare con agili mosse quell’aria presente e impercettibile ci possono trasmettere.
Sei come sei, e la gente parla, parla dei tuoi “vestiti”, dei tuoi modi “strani”, delle tue “passioni”, parla perché non sa, non sa dei tuoi sogni fragili, dell’infinità dei tuoi occhi limpidi, non sa della tua libertà, del tuo non essere convenzionale, libera da ogni “immagine”, perché la tua mente vola altissima, al di là di ogni limite.
Anche se non si muore per amore, quel desiderio forte di essere con lei a volte toglie la realtà. Sei un prigioniero di un carcere chiamato solitudine e anche se sei in mezzo a mille persone, sei solo, perché la compagna del tuo cuore è parte di quell’unico amore.
Le emozioni sono fragili come le stelle, puoi sentire la loro presenza ma non azzardarti a toccarle, si disintegrerebbero. Le emozioni sono una danza; la danza del amore.
Le emozioni sono gratis: regalatele.
Si muore non una, ma mille volte quando a ferire è la mano che prima stringeva la tua.