Antonella Vescovi – Speranza
Eccomi qua a far parlare un foglio bianco con la speranza che mi porti fortuna.
Eccomi qua a far parlare un foglio bianco con la speranza che mi porti fortuna.
Il “… e vissero felici e contenti” non è una favola ma il premio di chi non smette mai di amarsi e lotta ogni giorno per raggiungere l’ambita ricompensa.
Vivo di sogni e trascuro la realtà. Ecco il mio peccato. Volo anche se con le ali rotte. Tuffo senza studiare prima i fondali. Credo che l’utopia sia realizzabile.
Il poeta vive di tanta solitudine e un po’ di speranza.
Che cos’è una speranza in confronto ad una certezza, una pozza in confronto al mare, un ruscello in confronto ad un fiume, e com’è bello nuotare nel mare e nel fiume in confronto alla pozza ed al ruscello, la libertà di arrivare lontano non te la da la speranza, ma la certezza che potrai andare oltre.
Un giorno mentre m’accingevo a guardare l’infinito tra i viali della vita, scorsi un suono. Una voce in lontananza chiamava il mio nome. Domandandomi curiosa: perché ti ostini a percorre strade tortuose e impervi che nessuno oserebbe percorre mai? Perché sei così dannatamente caparbia nell’inseguire quella vana speranza che nessun folle oserebbe neppure pronunciare? “Io”, mutevole ma coerente con indosso il coraggio, corazzata di voglia di vivere con la perseveranza tra i mantelli dell’anima risposi: poiché è la speranza che mi tiene in vita, poiché io credo in me, più di quanto creda nell’abbandonare, poiché le motivazioni sono più delle rinunce, poiché amo la vita, amo i miei figli, non conosco altro modo per arrivare in cima, se non quello di aggrapparmi alla speranza, quella speranza che si chiama domani. Domani, il senso di ciò che viviamo oggi.
Non essere triste, non dimenticare. Abbiamo sempre la speranza da usare nei momenti negativi.