Arthur Schopenhauer – Destino
Il destino mescola le carte e noi giochiamo.
Il destino mescola le carte e noi giochiamo.
Il mondo è fatto di onde, nel mare ci sono le onde, sulla terra ci sono le montagne, ci sono le onde elettromagnetiche… la sostanza: se in qualche momento non ci capiamo, evidentemente non siamo sulla stessa onda.
Perché il destino lo si legge dalle nostre mani? Forse perché siamo noi gli autori e ce lo scriviamo sulla pelle.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Odiamo tutti il destino per le cose brutte che ci riserva senza accorgersi che è anche grazie al destino se incontriamo delle persone speciali come gli amici, solo grazie a lui.
La mia vita ormai era incerta come una partita a dadi. E se fosse uscito il numero perdente?
Per poterlo immaginare, dovremmo essere sicuri di avercelo, un futuro.