Barbara Brussa – Sogno
Pochi sono i Sogni che non si sporcano,toccando la concretezza…Ancor meno sono quelli che non si sbriciolano,sotto il peso della Realtà.
Pochi sono i Sogni che non si sporcano,toccando la concretezza…Ancor meno sono quelli che non si sbriciolano,sotto il peso della Realtà.
Un solo dato di fatto è in grado di sterminare un esercito di banali “giustificazioni”.
Le persone che ti tolgono il sonno sono le stesse che accendono i tuoi sogni.
Vi sono cose che gli occhi catturano e che, percorrendo sentieri segreti, arrivano al centro del cuore. E lì rimangono, scolpite in ogni battito, scandite dai rintocchi del Tempo… immutate e sublimi.Erano occhi adolescenti, quelli che catturarono la tua Essenza; sono occhi maturi, quelli che continuano a guardarti con la stessa meraviglia ed entusiasmo di allora. Solo l’Amore è mutato nel tempo: crescendo, anno dopo anno, tra le braccia della Realtà e della Consapevolezza, ha sconfinato nell’Immenso. L’Immenso di Noi…
Smettere di credere in un sogno è il primo peccato della realtà.
Spesso nei sogni proviamo le stesse e identiche sensazioni della vita reale, gioia dolore profumo sorriso. Per questo ho paura degli incubi!
Cosa c’è di più intimo di un sogno infranto?Una colpa inconfessata, uno sguardo d’invidia il cui ricordo ci infiamma di vergogna, un gesto sgarbato che non avremmo voluto compiere, quelle parole pesanti che annegano il cuore.Queste sono le cose intime, non certo i banali segreti maldestramente celati, né tantomeno le nostre nudità così ben esposte sulle spiagge, e nemmeno le indiscrezioni su infatuazioni e abitudini sessuali.No, le cose intime sono così personali e riservate da non farle sapere neanche al cuore, nascondendogli allo specchio gli occhi velati di pianto o un ghigno poco umano.Quelle cose che generano i peggiori rancori e i più amari rimpianti, che uccidono l’innocenza e promettono vendetta.Sono queste le cose intime che non diremmo mai a nessuno, neanche al nostro animo lacerato, neanche ad uno sconosciuto mascherato, che forse saprà delle nostre paure da poveri mortali consapevoli, si accorgerà della nostra voglia di afferrare qualcosa prima di scivolare via giù nel burrone del nulla, e forse sarà anche ignaro custode di un’emozione felice, ma mai arriverà a sondare l’abisso silenzioso della nostra intimità.