Cinzia Nateri – Stati d’Animo
Non puoi catturare e imprigionare uno spirito libero. Puoi solo amarlo.
Non puoi catturare e imprigionare uno spirito libero. Puoi solo amarlo.
Sai cosa penso? Ma tu che parli, tu che ci tieni tanto nel criticare le cose che faccio ma tu in fondo mi conosci? Sai perché mi comporto così? Ma tu in fondo mi vuoi bene? Ma tu in fondo dove eri quando io piangevo?
L’occhio vuole la sua parte, il cuore tutto il resto.
Alla donna che sono, tolgo le mani di dosso di chi vuole grattarle via i segreti e derubarle i misteri e le confessioni fatte a notte fonda e sottovoce, tra anima ed agonia. Alla donna che sono, evito le intenzioni incapaci degli inesperti che la rendono ‘cosà sotto strati di oscenità, gettando sotto al letto la lettera scarlatta che l’è bruciata sul petto. Alla donna che sono, sottraggo i colori sbiaditi, adeguandoli alle sue iridi per arrivare, in un tuffo, alle pupille che si dilatano e si restringono a seconda di luce e buio. Alla donna che sono, regalo più carne e ossa per rivestire le ferite e camuffare le ammaccature, quelle morali e quelle vere di un tempo, inferte da mani violente e decido di farla vivere di sussurri e bisbigli, ché gli urli sono laceranti e l’hanno sempre spaventata. Alla donna che sono, do la possibilità di desiderare di nuovo e di fare l’amore come lo sapeva fare, perché… beh, sarebbe un peccato non farlo! Alla donna che sono, tolgo la taglia dalla testa, come fosse stata un’assassina ed invece, quella morta ammazzata è stata proprio lei. Alla donna che sono, dedico parole in poesia, sempre, ogni giorno, per ricordarle come viva con la sua testa.
È il mondo che funziona al contrario; noi siamo caduti in piedi.
Ogni volta che un sole più splendente illumina il mondo è come se anche l’anima tornasse alla vita, disperdendosi nella forte e calda dolcezza di quei raggi… e il dolore rimane un ricordo lontano.
Impresa assai ardua e rara è scavare in profondità della propria anima. L’unico ostacolo sta in ciò che potremmo trovare.