Daniele De Patre – Stati d’Animo
Cosa farò domani non lo so, ma quello che faccio adesso si; aspetta.
Cosa farò domani non lo so, ma quello che faccio adesso si; aspetta.
Mille cadute non mi toglieranno di certo la voglia di correre, e camminare, e scoprire. Mille delusioni non mi freneranno nel credere negli altri. Mille lividi, lasceranno tracce mai solchi. Mille “no” diverranno un “sì” meraviglioso domani. Mille maschere non mi impediranno mai di cercare nelle persone qualcosa al di là di un volto. E mille pugni all’anima non offuscheranno il mio sorriso. Mai!.
Mi accosto all’immagine di una lastra di marmo. Piatta e fredda, si direbbe. Io, invece, rispondo: piena di venature. Porzioni levigate, bianche e finissime, altre granulose, intervalli di grigio tendente al nero o sfumati a cogliere accenni di azzurro, per poi, farsi più marcati e sembrare lividi. Ecco perché mi risaltano le venature, per via dei lividi con i quali entro, spesso, in confidenza perché senza non ci so stare e me li infliggo io per prima, anticipando i colpi di chi, pronto con la frusta in mano, mi farebbe ancor più male. Questo è il mio personale concetto di “tra i due mali, meglio quello minore” e quello minore è quello che m”infliggo io, si fa per dire, per carità, ché io picchio duro con il sadismo che mi tiene a braccetto e mi dà il salario a fine mese, lavoro alle sue dipendenze ed in tempi di crisi, non posso fare neppure la preziosa.
A volte la mia stupidità è così sorprendente che mi stupisco di essere così intelligente da riuscire a capirlo da solo.
Ad ognuno di noi il proprio tramonto. I sogni sono destinati ad illuminare il cielo notturno. E a te nuovi occhi hanno dato amore. Io resterò’ qui, impronta di un’effimera illusione. Perché a pochi è concessa un’alba di luce.
Arriva sempre la conferma a quei dubbi insistenti, sussurrati dall’anima. Intuizioni, folgoranti certezze.
Le lacrime non fanno rumore, ma lasciano un boato nell’anima.