Davide Sanna – Vita
La differenza fra la vita e la morte è semplicemente la felicità.
La differenza fra la vita e la morte è semplicemente la felicità.
Rimpiangendo il passato e sperando nel futuro senza mai essere soddisfatto del presente: così ho trascorso la mia vita.
Io vivrò, e lo farò a modo mio, fino a quando ne sarò capace io. E di certo c’è qualcosa che farò: io amerò.
Arrivi con impeto, senza permesso; riemergendo d’improvviso in una memoria lasciata altrove, in notti silenti di una terra annientata e fucili stanchi; quando quel fastidio nella pancia accompagnava piccole gocce di sudore freddo, e cercava i tuoi occhi, in ogni uomo che avesse barba e scarponi sporchi; eri riparo. Riparo. Perché è istinto; quella cosa, marchiata nel sangue; che ci fa dire “mamma” quando uno spasmo coglie impreparati. Mamma come Dio, o Padre come cielo; o chissà cos’altro. Una voglia di intimità con se stessi. Come la Fede; come un plaid col quale avvolgersi, quanto basta per sentirsi al sicuro; dove è sufficiente che lo sguardo fissi terra o cielo, e lasciar parlare quel che siamo; e arriva quel desiderio di carezze da mani buone, paterne, più forte di qualunque vento. E oggi lo sguardo è altrove; guarda rive bagnarsi e ne ascolta il rumore. Osserva piccole gambe che corrono e piccole mani che cercano. È vita che cresce. Mi lascio trovare; avvolgere, come quel plaid. E voglio fare un po’ di posto anche a te. Un modo come un’altro per perdonarsi; per assolverti. Tu ora sei suo; e Lei non assolve mai nessuno; ma prova ad accompagnarmi lo stesso. E tutte le volte che Vita mi guarderà e la sua mano mi cercherà, Io ti perdonerò.
Questa frase la dedico a me, perché!? Perché non mollo mai, perché malgrado tutto sorrido alla faccia di chi voleva gioire nel vedermi piangere!
Le persone comuni aspettano che la vita mostri loro i suoi segreti, ma ai pochi, agli eletti, i misteri vengono annunciati prima che il velo sia tolto. Talvolta è effetto dell’arte, e soprattutto della letteratura, che è la più vicina alle passioni e all’intelletto. Ma di quando in quando una personalità complessa prende il posto dell’arte e ne assume i compiti.
Se la nostra vita procedesse sempre come vorremmo noi, si perderebbe il sapore del sacrificio o il gusto della conquista, ma poi alla fine non saremmo contenti lo stesso.