Elsa Morante – Morte
Non c’è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perchè della loro morte.
Non c’è parola, in nessun linguaggio umano, capace di consolare le cavie che non sanno il perchè della loro morte.
Quando morirò lascerò il mio corpo alla fantascienza.
Cerchiamo di vivere in modo tale che quando moriremo persino il becchino sia triste.
Che cos’è l’uomo? Un possesso della morte, un viandante che passa, un ospite dei luoghi.
Ma se fossi in paradiso non potrei vedere il cielo dal basso.
Restituiamo la tranquillità ai Romani, visto che non hanno la pazienza di attendere la fine di un vecchio come me.
Di sicuro almeno io non sentirò la mia mancanza.