Émile Michel Cioran – Libri
Per quasi tutte le nostre scoperte siamo debitori alle nostre violenze, all’esacerbarsi del nostro squilibrio.
Per quasi tutte le nostre scoperte siamo debitori alle nostre violenze, all’esacerbarsi del nostro squilibrio.
Notte. Notte incantata. Notte dolorosa. Notte folle, magica e pazza. E poi ancora notte. Notte che sembra non passare mai. Notte che invece a volte passa troppo in fretta.
Come mai ci sono così poche persone perbene? Ne ho abbastanza di questi abbozzi di umanità, di queste caricature, di questi esseri riusciti a metà.
Considerava i suoi figli in modo assai incoerente, un po’ suoi compagni di congiura e un po’ suoi nemici. È l’unica madre, che io sappia, ad aver dato ai figli la colpa d’un marito sbagliato da lei scelto. Considerava la nostra nascita come altrettanti crimini a suo danno. Eppure di rado si lagnava del suo destino. Non ammetteva mai (tranne in rari sfoghi) che alcunché fosse sgradevole. Aveva un eroico lessico di frasi ottimistiche. In pubblico, esagerava nel mostrarsi felice. A Colleton si offriva volontaria per ogni opera di beneficenza. Si fece fama di una su cui si poteva sempre fare assegnamento. Gli estranei la consideravano dolce, bella, industriosa, troppo in gamba per suo marito. Da mio padre ho ereditato il senso dell’umorismo, la resistenza alla dura fatica, un carattere collerico, pericoloso, l’amore per il mare, un’attrazione per il fallimento. Da mia madre ho ricevuto doni più oscuri e preziosi: amore per la lingua, capacità di mentire senza rimorso, istinto omicida, passione per l’insegnamento, pazzia e fanatismo romantico. Luke, Savannah e io abbiamo ereditato tutte queste tendenze in misura diversa. Mia madre così riassumeva: “Luke, il fanatico. Tom, il fallito. Savannah la pazza”. Lila Wingo non perdonò mai, e fece scontare duramente, alla città e alla famiglia, di non aver capito che vergogna fosse per lei, essere semplicemente la moglie di un pescatore di gamberi.
Ghetto della droga e, per vivere di droga, il ghetto del rubare, del prostituirsi, dello spaccio. Una via verso la galera e poi, molto presto, verso la morte, quando ancora non sai cosa sia la vita.
Non c’è più distinzione tra le opere di fantasia e le altre: esiste solo la narrativa.
Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto.