Enzo De Angelis – Stati d’Animo
Parlerò di te, voli in alto dentro me, la mente viaggerà tra gli spazi dell’anima. Dimmi: tu chi sei, che ti aspetto qui da mai, all’inferno, anche più giù, se quel fondo fossi tu.
Parlerò di te, voli in alto dentro me, la mente viaggerà tra gli spazi dell’anima. Dimmi: tu chi sei, che ti aspetto qui da mai, all’inferno, anche più giù, se quel fondo fossi tu.
Andassero a fanculo tutti i falsi ipocriti del cavolo! Tutte quelle che ci credono di averla d’oro! Tutti quelli che credono che non possiamo fare a meno di loro! Tutti coloro che ci hanno fatto male e che credono che a loro non toccherà mai! Fanculo! Fanculo perché non siete nessuno state al pari mio e di molti altri e se non dico che state tre passi indietro è solo perché non voglio esagerare con le parole. Del resto le parole le lascio a voi quelli come me amano i fatti!
L’unico peccato che si fa in amore è pensare.
L’eleganza e la morbidezza di un animo non lascia traccia di arroganza e presunzione. Naviga dentro l’umiltà e la sensibilità di saper comprendere. La sua capacità di ascoltare e di saper far aprire anche i cuori più duri rende queste personalità ineguagliabili agli occhi del mondo.
Tu devi avere la mente impegnata altrove per riuscire ad estirpare la nostalgia che hai di lui, il desiderio di vederlo; devi uccidere la voglia che hai di lui a costo di far morire il cuore, il tuo stomaco non sarà più in subbuglio, la disperazione lascerà il posto alla serenità; finché non ti compare dinanzi ai tuoi occhi una cosa stupenda che ti prende per mano e ti dice: vivimi si felice perché io sono la vita.
Se fare l’impossibile è difficile, si può sempre sognarlo ad occhi aperti già realizzato. Addormentarsi pensando a cosa e a chi ci rende felici avvolge l’anima in un abbraccio di gioia.
Nessuno più di me conosce l’abuso d’ufficio. Ho trascorso tutta la mia vita cercando di dare il meglio di me fino a quando per mia sfortuna sono incappata davanti ad un essere ignobile ed ho conosciuto il male fatto uomo. Non ho mai avuto un direttore così, mi riferisco ad un certo Maurizio de Micheli che a mio dire è un essere depravato e senza scrupoli. Quando sono andata a lavorare da lui ha tentato di sporcarmi con le sue filosofie e mi ha messo tutti i dirigenti contro. Come se io fossi il tiranno. Ricavando beneficio economico cosa che ha fatto anche con la mia collega precedente. Mi ha fatto vedere due trattative di tangenti senza curarsi della mia presenza perché aveva deciso che ero innocua. Mi ha fatto conoscere i risultati del clientelismo e mi ha tolto le mansioni amministrative. Quanto sono andata a denunciarlo nella caserma di porta Genova ha cambiato tre pc in due giorni e ha detto: “Ho cancellato i dati dal 2003 al 2010 ora possono venire” e si è sfregato le mani. Risultato? Continua a fare le stesse cose ed io ho pagato il fatto di esserci. Di avere sentito che il 4 febbraio 2010 al pomeriggio Laura Colombo una impiegata (ora responsabile privacy ) dichiarava di aver portato i soldi in Svizzera e insieme gioire che lei la llaura, non ha trovato intoppi per passare la dogana. A questo punto andavo eliminata. Bisognava verificare se era possibile “mettersi d’accordo con la caposala di Cinisello per un mio ricovero coatto. Meglio fare sparire le prove… Oggi sono stata costretta a firmare un foglio per visita collegiale con visita psichiatrica fatta da amici? Presso l’asl di Milano. Non ho paura di farmi visitare. So benissimo che sto bene ma mi dispiace se questo mi porterà male perché sono scomoda o se in questo modo la società elimina persone perbene in favore della delinquenza. Mi piacerebbe che insieme a me ci fosse la cittadinanza come atto di solidarietà verso chi si pensa solo e debole e per verificare altre situazioni. Io chiedo avendo lo stato di diritto ed essendo cittadina italiana, riconoscendo il mio stato di sovranità in quanto facente parte del popolo un contributo da parte di tutti. Vi aspetto davanti all’asl scrivo il giorno e chiedo l’apertura di una inchiesta per dare fine al regime dirigenziale.