Erich Fromm – Morte
Nel diciannovesimo secolo il problema era che Dio è morto; nel ventesimo secolo il problema è che l’uomo è morto.
Nel diciannovesimo secolo il problema era che Dio è morto; nel ventesimo secolo il problema è che l’uomo è morto.
La tragedia della morte è tale che trasforma la vita in destino.
Dopo la morte ci aspetta il nostro destino: nulla o infinito?
Un morto cristiano è una tragedia…Un morto orientale è troppo lontano…Un morto islamico è un successo del nostro esercito…Un ricco morto è un andirivieni di eredità…Un povero morto è una triste storiella da raccontare al bar…Un giovane morto è vittima dell’alcool…Un adulto morto è vittima di un attentato…Un anziano morto è la prova che gli ospedali non funzionano…Un bambino morto è un’innocente…Un criminale morto, è un bene per la società…
Dopo un breve sonno, vegliamo in eterno, e la morte non sarà più: morte, tu morirai.
Anche un cataclisma di tutti i sistemi solari e stellari ti può uccidere solo una volta.
Dobbiamo essere contenti di morire se non possiamo vivere come uomini o donne liberi.