Fabio Piscicelli – Frasi in dialetto
La ggente so’ come gli animali, solo peggio.
La ggente so’ come gli animali, solo peggio.
Finirno i pregiutti anche ta Sorbo.Sono finiti i prosciutti anche a Sorbo.
Come distrazione dalla morte, la vita non è poi così male.
Ehi! Li porti probbio vene l’anni! – Certo che li porto vene e lo sai perché? La metà l’ho lasciati a casa.Ehi! Li porti proprio bene i tuoi anni! – Certo che li porto bene! E lo sai perché? La metà li ho lasciati a casa.
La musica è la lingua più bella al mondo, in qualsiasi lingua sia.
Scordati di morire.
Si sono nato il 1956, ad aprile ed è pure nevicato, il trenta sono sbocciato dalle cosce fredde di mamma. Nonno paterno appena mi ha veduto, moro di Venezia m’ha nominato. A mio fratello, nato du anni prima, fariseo invece l’ha classificato. A mi sorella, dopo un lustro, l’ha schedata come ochina. Quando alla fine sono resuscitato, la mia morte fittizia non ha fatto nà notizia, mamma che ancora non sera riscaldata, una scrollata de spalle ha data. Mi fratello non ha chiuso neanche l’ombrello e mia sorella più sciocchina è rimasta in vetrina. A papà paraculo, che tutto sera pappato, con l’osso più duro, senza risparmiasse neppure er core malandato e trent’anni prima se ne annato, ma tu padre ubriacone, come faceva a sapere la fine della canzone?