Francesca Berger – Morte
Il dolore di una perdita è sonoro. Il ricordo doloroso di una perdita è muto.
Il dolore di una perdita è sonoro. Il ricordo doloroso di una perdita è muto.
L’universo, per quanto infinito, è un contenitore stagno e come tale, nulla fa uscire.Nello stesso modo, la morte di un essere umano, non fa svanire la persona, anch’essa contenitore, ma ne libera l’anima!
Con la morte si finisce in un’altra dimensione: da quella verticale all’orizzontale.
La differenza tra me e un impiccato è solo che i miei piedi, per ora, appoggiano ancora a terra.
Ai vivi si deve del rispetto: ai morti non si deve altro che la verità.
Non possiamo non morire, in compenso possiamo scegliere come vivere.
Quando qualcuno a noi caro ci lascia… così…Il vuoto, la disperazione, lo sgomento…sono indescrivibili. Quella persona,quella parte di noi, della nostra vita,da domani non ci sarà più.Restano i ricordi, quegli attimidi questa vita terrena che il SignoreCi ha concesso di vivere insieme…Ora che la terra, tremando, se l’è ripresarestano soltanto le macerie…