Francesca Berretta – Musica
A volte una canzone, rende triste più di un ricordo…perché lo rende vivo in tutte le sue emozioni.
A volte una canzone, rende triste più di un ricordo…perché lo rende vivo in tutte le sue emozioni.
La Musica non ha padroni, ne schiavi è di chiunque l’ascolti o canti, può essere bella o brutta non ha importanza, trasmetterà sempre un’emozione nell’anima di chi sa ascoltare.
La musica è il mio antidolorifico.
Lo sai quanto ti voglio bene…. la tua felicità è un treno in corsa verso il mare… tu vivila per me… Amore mio raccontami di te.
La musica è un quietivo della volontà; non lo redime per sempre dalla vita, ma solo per brevi istanti, e non è ancor una via a uscir dalla vita, ma solo a volte un conforto nella vita stessa.
Il blues è l’unica consolazione delle disillusioni e sofferenze su cui contare, perché consola anche dal bisogno di essere rincuorati, consolati. Ha un ritmo coinvolgente, scazonte come il passo di uno zoppo che si muove a passo di danza, che parte da un motivo semplice, una rima incatenata, alternandosi, potenzialmente all’infinito, come le terzine di un poema dantesco, e alla fine si cade sempre in piedi sul primo accordo, come un gatto che cade dal tetto, sulla strada che poi si trasforma in un altro tetto per un altro giro…
I pianisti sanno bene che la musica non è all’interno del piano, ma nasce nell’intimo dell’uomo come estremo bisogno di comunicare i sentimenti…Il pianoforte, nel migliore dei casi, può solo amplificare i sentimenti esistenti, produrre sequenze di note armoniose e polifoniche che la voce non è in grado di generare da sola.Il computer è il più grande “pianoforte” mai inventato, perché è il vincolo principe di ogni tipo di rappresentazione.