Francesca Berretta – Stati d’Animo
Pensavo di trovarmi in un bivio… e invece ci sono caduta dentro… e il vortice della confusione ruota il mio corpo fino a farlo impazzire.
Pensavo di trovarmi in un bivio… e invece ci sono caduta dentro… e il vortice della confusione ruota il mio corpo fino a farlo impazzire.
La libertà della mente, non la si può leggere.
Ecco che cosa ho pensato: affinché l’avvenimento più comune divenga un’avventura è necessario e sufficiente che ci si metta a raccontarlo. È questo che trae in inganno la gente: un uomo è sempre un narratore di storie, vive circondato delle sue storie e delle storie altrui, tutto quello che gli capita lo vede attraverso di esse, e cerca di vivere la sua vita come se la raccontasse. Avrei voluto che i momenti della mia vita si susseguissero e s’ordinassero come quelli d’una vita che si rievoca. Sarebbe come tentar d’acchiappare il tempo per la coda.
Sai che c’è? Che mi da conforto è l’aver trovato del pulito in questo mondo sporco.
Ci sono emozioni che mi attraverso senza che io riesca a trattenerle, sono come fiumi di acqua tiepida, dove quei vapori inalati inebriano quel percepire, portandomi con la mente in quel pensiero che non trova uno spiraglio per arrivare a lei, che in ogni istante accompagna, nutrendo la mia vita.
La morte, che disonore! Diventare di colpo oggetto.
Lo tengo in tasca, il rancore. Controllo bene di averlo ancora, a volte. Altre invece fingo di averlo smarrito.È che dipende, cambia e poi si estende. Tutto in base al dolore, agli incubi, ai mostri ammassati negli armadi. Il sangue perso in quel modo nessuno te lo riconcede più. E più han fatto soffrire e meno ci pensa a morire, il rancore.