Gesualdo Bufalino – Morte
I suicidi sono solo degli impazienti.
I suicidi sono solo degli impazienti.
Se il sonno è una morte temporanea, il letto sarebbe allora la tomba dei vivi.
Pensare di morire non è una soluzione, è solo voler privare a chi ti vuole accanto di viverti.
Dopo aver visto decine di morti ammazzati, imbrattati del loro sangue che si mescola allo sporco, esalanti odori nauseabondi, guardati con curiosità o indifferenza professionale, scansati come rifiuti pericolosi o commentati da urla convulse, ne ho ricavato una sola certezza, un pensiero tanto elementare che rasenta l’idiozia: la morte fa schifo.
La morte talvolta bussa, avvisa, e pian piano porta alla resa ma nello stesso tempo prepara, dà modo di combattere: conseguenza di mali improvvisi o già conosciuti che spengono silenziosamente una vita. Altre volte invece, sorprende, inaspettatamente. È la morte più dura perché uccide la gente che sta bene e con essa l’animo della gente vicina. Fa rumore. Rumore di uno schianto, di sirene. Rumore di voci che ne parlano, rumore di lacrime sconosciute che cadono. Nel silenzio solo la verità di ciò che è stato.
La Morte estrae i numeri senza bisogno di mettere la benda e mischiare le palline.
La malattia, la follia e la morte, erano gli angeli neri che si affacciavano sulla mia culla.