Gigliola Perin – Silenzio
Quante volte il silenzio pronuncerà il tuo nome.
Quante volte il silenzio pronuncerà il tuo nome.
Bramo il silenzio perché è un assenso all’incanto, in esso sussurra l’eco della bellezza del mondo.
C’è silenzio dentro il mio essere. Un silenzio acuto che urla e che echeggia in ogni particella del cuore. Urla al vento tempestoso dell’anima che si cheta. Urla nella testa: basta, basta, basta! Urla alla disperazione di un altro giorno perduto in quest’angoscia, senza di te, che non ci sei più!
La guardi e vedi il suo primo sguardo, il momento che l’hai stretta a te. Ora si sente donna, ma è ancora la tua bambina. Non sai se è pronta ad affrontare il mondo. Certe scelte le cambieranno la vita per sempre, e tu puoi solo guardarla ed amarla, darle le tue braccia per farle capire che il tuo amore non cambierà mai.
Ecco l’amante, conta le stelle, respira i silenzi. Raccoglie nell’ombra lacrime di solitudine. La sua voce non ha suono. Lei è un’ombra della sua vita. Aspetta, aspetta e non può mai pretendere nulla. A lei solo pochi momenti, solo carezze rubate. Eccola mentre guarda la luna in attesa del suo amore. Ma lei è l’amante, sa qual è il suo posto. Un gemito nel buio nascosto.
Mi ameresti incondizionatamente. Così come sono, ribelle, sottomessa, donna che ricerca la bimba che è in lei. Mi ameresti ugualmente se fossi diversa da come sono, o ami l’idea che ti sei costruito di me. Riesci a leggere il mio cuore e dire che non mentirei per te, che correrei contro una tempesta se tu fossi dentro lei. Riuscirai ad amarmi così come sono? Perché tu sei il respiro che cercavo e non trovavo in me.
In ogni mio silenzio c’è sempre un qualcosa che non rivelo per non ferire.