Giorgio Antonicelli – Figli e bambini
Credevo di aver capito il tuo percorso figlia mia, ma mi sto perdendo dietro la tua scia, ciò mi fa impazzire, aspettami, spiegami, parlami negli occhi.
Credevo di aver capito il tuo percorso figlia mia, ma mi sto perdendo dietro la tua scia, ciò mi fa impazzire, aspettami, spiegami, parlami negli occhi.
C’è chi ama talmente tanto un figlio da non metterlo al mondo.
Il sonno dei bambini è il volo degli angeli nei cieli dell’innocenza.
Un giorno crescerai, dicevano quelli più grandi ora son cresciuta è a volte vorrei esser bambina ancora e crescere con le cose che ho imparato crescendo.
Avere lo stesso sangue non significa nulla. Il sangue noi giorno dopo giorno lo “nutriamo” e la stessa cosa dovrebbe valere per i rapporti con i parenti. Se non ti frequenti quel rapporto non lo stai “nutrendo” e di conseguenza è destinato a morire…
Sarà anche dei venti, il mutare sarà del tempo, il passare, sarà anche quel cielo discosto che ha ripudiato, il colore del mare, mi è difficile comunque udire chiamare figlio un cane, quando c’è un bimbo che piange perché gli manca il padre.
Ero un bambino, cioè uno di quei mostri che gli adulti fabbricano con i loro rimpianti.