Giovanni Di Blasi – Morte
La morte è solo un’apparente uscita dalla vita. Si può considerare non più in vita. Colui che continuerà a vivere nei ricordi e nel cuore di coloro che lo hanno amato?
La morte è solo un’apparente uscita dalla vita. Si può considerare non più in vita. Colui che continuerà a vivere nei ricordi e nel cuore di coloro che lo hanno amato?
Esiste una cosa nella vita, la morte. A tutti quanti verrà cotal sorte.
La morte lascia sempre tristezza perché l’uomo fa finta di non capire che è parte della nostra vita e, quando arriva, ci trova impreparati.
La vita è breve, ci dicono, sì, la vita è breve. Ma com’è morire? Cosa si prova quando la tua vita terrena finisce? Quando i tuoi occhi si chiudono per sempre e la tua anima si innalza verso Dio? Questo no, non ce l’hanno mai raccontato, e ancor oggi io sento che la sua morte non l’ho ancora superata. Certo, so che lei mi guarda pacifica e con occhi angelici, ma ogni morte altrui risveglia in me forti dolori. Dolori incancellabili. Dolori indelebili Dolori paralizzanti, come la morte.
Siamo tutti degli uomini morti in licenza.
Sorridere sempre, anche quando tutto è spento dentro di te, facile a dirsi. Ognuno dovrebbe sempre tirare fuori ciò che ha nel cuore, che sia tristezza o gioia, rabbia o felicità, o qualsiasi altra cosa. Tenersi tutto chiuso dentro non fa bene, sicuramente intorno a noi ci sarà qualcuno disposto ad ascoltare le nostre frustrazioni o a condividere i nostri momenti migliori, basta guardare con gli occhi del cuore.
Un uomo è uomo perché ha tante donne? Un uomo è uomo perché ama la propria donna e perché rispetta il prossimo, perché vive appieno la propria vita e sa dare il giusto valore all’amicizia, perché è orgoglioso dei propri figli e da il massimo sul lavoro. È uomo perché ha dei valori e li rispetta, perché è nato per essere se stesso e non per apparire agli altri.