Giulia Veronesi – Morte
Dopo la more rientremo nel ciclo della materia, rinnovandoci in altri essere viventi come humus.
Dopo la more rientremo nel ciclo della materia, rinnovandoci in altri essere viventi come humus.
Le dita scheletriche della Morte non sono lorde del sangue degli individui, ma della loro rassegnazione!
Morte: il piacere di fare un viaggio senza valige.
Gli anni sono come le piramidi: contengono sempre qualche morto.
Odio una sola cosa della vita: la morte. Forse la odio proprio perché non fa parte della vita, ma ne è la fine.
E finisce tutto cosìin un semplice batter di cigliaesalando l’ultimo respiroimprovvisamente il cuore batte all’impazzatatutto diventa bianco e neroun sibilo assordante riempie le orecchiepenetra fino al cervelloun formicolio s’impossessa degli artiun senso di immobilità pervade il corpo interointorno e dentro me la pace si diffondeunico ed ultimo contatto con il mondo esterno: gli occhi!Cominciano a roteare, circospetti…catturano ogni singolo particolarepronti a socchiudersi per sempreuna miriade di ricordi si aggrovigliano nella mente:colorati, vivi!I volti delle persone scorrono come titoli di coda di un film,il mio film, la mia vita!Cala il sipariolo schermo si annerisce.Fine.
La speranza non è l’ultima a morire, ma la penultima, prima vediamo morire lei, poi moriamo noi.