Giulia Veronesi – Morte
Dopo la more rientremo nel ciclo della materia, rinnovandoci in altri essere viventi come humus.
Dopo la more rientremo nel ciclo della materia, rinnovandoci in altri essere viventi come humus.
Morire non è nuovo sotto il sole, ma nuovo non è più nemmeno vivere.
Vorrei morire, senza aver creato troppo danno a questa vita.
Non bisognerebbe mai esaudire l’ultimo desiderio di un condannato a morte: potrebbe desiderare di vivere.
Morire per una fazione è un male comune, ma essere impiccati per un’assurdità è il demonio.
La freccia gli si piantò alla base del collo ed egli si accasciò contro la parete e mentre l’anima gli usciva gorgogliando dalla ferita gli occhi gli s’arrovesciarono all’indietro e potè vedere per un momento dentro di sé. Vi trovò il villaggio natio, le acque scintillanti del mare e i suoi passi di fanciullo lungo la riva, sentì gli spruzzi e la schiuma e la sabbia dorata sotto i piedi, il calore del sole sulle spalle nude. Desiderò di non essere mai partito mentre, piangendo, scendeva per sempre nel buio e nel freddo.
La morte è una forza distruttrice che travolge l’uomo uccidendolo o portandogli via persone a lui care. Di queste persone non rimane che un dolce e lontano ricordo. La morte non può essere sconfitta, non esiste l’immortalità. Solo il figlio di Dio l’ha sconfitta risorgendo… ma forse il ricordo può dare l’immortalità all’uomo anche dopo la sua morte.