Irene Grandi – Abbandonare
Io ti dico addio… tu mi dici ciao.
Io ti dico addio… tu mi dici ciao.
Roberta contava gli strati della sua anima e cercava di mettergli un nome, si rendeva conto del senso di disagio che quella situazione le faceva provare, non accettava le sue incoerenze da persona normale, non accettava di voler stare in quella città e di non sopportarne il rumore, rifiutava di dover sorridere a gente di cui non le importava, a una vita di cui non vedeva il senso, di sentirsi ancora legata ad un uomo che non la accettava così com’era, che cercava di cambiarla, e da quando si erano lasciati le faceva le poste per controllare quanto la carenza di autostima l’avesse modellata secondo i suoi desideri. Si odiava perché lui ci stava riuscendo, se lo figurava in quel buio infernale che ricopriva Roma, a non vedere la strada che percorreva, che sicuramente aveva cercato qualcosa per terra che potesse fare rumore se trascinato o sbattuto contro i cancelli, un suono qualsiasi che coprisse il silenzio di fuori, inaccettabile se sommato a quello che aveva dentro.
Me ne vado… a cercare almeno l’ombra di un presente, tra la nebbia di un…
Non mi infastidisce chi è davanti a me, ma l’indifferenza sorda di chi non ascolta…
Chi non ha mai conosciuto la solitudine non sa cosa si è perso di se stesso.
Sapeva che se ne sarebbe andata, perché nei suoi occhi c’era solo il cielo.
Non abbandonare gli animali mai, il loro affetto non dimenticherai.