Jacopo Santinelli – Morte
Dopo la morte c’è un tunnel di luce.
Dopo la morte c’è un tunnel di luce.
Perché dovrei temere il dolore e la morte se sono la naturale conseguenza della vita?
Ti auguro di trovare la pace lassù, visto che quaggiù non l’hai mai avuta.
Non definire un uomo felice finché non muore: tutt’al più, egli è fortunato.
La morte non guarda in faccia e rende a tutti pan per focaccia, ma troppo tardi.
Nella morte non c’è niente di triste, non più di quanto ce ne sia nello sbocciare di un fiore. La cosa terribile non è la morte, ma le vite che la gente vive o non vive fino alla morte. Non fanno onore alla propria vita, la pisciano via. La cagano fuori. Muti idioti. Troppo presi a scopare, film, soldi, famiglia, scopare. Hanno la testa piena di ovatta. Mandano giù Dio senza pensare, mandano giù la patria senza pensare. Dopo un po’ dimenticano anche come si fa a pensare, lasciano che siano gli altri a pensare per loro. Hanno il cervello imbottito di ovatta. Sono brutti, parlano male, camminano male. Gli suoni la grande musica dei secoli ma loro non sentono. Per molti la morte è una formalità. C’è rimasto ben poco che possa morire.
L’amore é Dio e morire implica che io, una particella d’amore, ritornerò alla fonte comune ed eterna.