Jean-Paul Malfatti – Abitudine
Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.
Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.
L’ipocrisia è, è sempre stata e sarà sempre ovunque, sia in ambito sociale che lavorativo e prevalentemente in campo politico e religioso, e, purtroppo, ogni tanto anche tra amici. Insomma, sfortunatamente davvero ovunque in modo più o meno evidente.
La verità assoluta è al di la del tempo e dello spazio, è per natura esclusiva e nega tutto ciò che è il suo contrario. La ristrettezza e le limitazioni della mente umana tendono a complicare la verità e a suddividere l’assoluto in elementi contrastanti, cioè in mezza verità e in mezza falsità.
Basta, fermati, smettila! Né tu né il tuo Dio né il tuo diavolo ce la farete a trasformarmi in ciò che non sono mai stato e che non vorrei mai essere.
Và dalla formica, o pigro, guarda le sue abitudini e diventa saggio.
Se io fossi un libro non avrei né titolo né prefazione né, tantomeno, nome dell’autore. Così magari chissà certi lettori e compagni di penna la smetterebbero di giudicarmi senza conoscermi del tutto o di criticare negativamente le mie opere senza averle mai lette, oppure per averle lette male o solo a metà, sia per mero pregiudizio o roba simile.
La cosa più difficile da interpretare, oggi, è la naturalezza di ciò che ci circonda e inconsciamente ci sfugge via.