Laurell K. Hamilton (Laurell Kaye Hamilton) – Libri
Il peso del suo sguardo era quasi palpabile, come se potessi toccare i suoi pensieri, cose intime e personali, cose che non avevamo mai fatto prima.
Il peso del suo sguardo era quasi palpabile, come se potessi toccare i suoi pensieri, cose intime e personali, cose che non avevamo mai fatto prima.
Con dei trucchetti sporchi… hai portato Takuma… via da me.
Non fraintendetemi, questo libretto non è assolutamente contro il capitalismo, la destra, la religione o il progresso, è solo un libello contro la stupidità, e mi sembra anche di avervelo già detto.
Scrivere è l’arte più ostentata da chi non sa scrivere.
Sabina gira con la mente per le stanze dell’appartamento in cui sono cresciuti. Tutto è immobile, appena dissotterrato da un archeologo, gli oggetti coperti da un sottile strato di cenere. Loro quattro fissi nelle stanze, in alcuni atteggiamenti, sorpresi dalla sua entrata improvvisa. Da bambina, prima di addormentarsi, immobilizzava il mondo, le persone: lei era l’unica in grado di muoversi, di rubare gli oggetti, di fare scherzi. Così è ora con loro quattro sepolti nella casa, cerca le abitudini, il modo in cui vivevano, i loro sentimenti.
“Sai perché la neve e bianca? ” – sussurrò Andry, guardando lo splendido spettacolo che si stendeva di fronte a loro.”No… ma sono sicura che adesso me lo dirai… ” – rispose Stefany, sorridendo mentre guardava la scintilla di felicità nei suoi occhi. Amava quegli occhi solo quanto amava il loro proprietario.”Perché, nel tempo, ha dimenticato il suo colore… ed ora rimane lì, in attesa che qualcuno la colori nuovamente o che gli ricordi com’era in principio… ma sa già che nessuno arriverà… e allora resta così, di questo bianco luminoso… ” – continuò Andry senza distogliere lo sguardo.Stefany pensò un attimo alla profondità di quelle parole. Forse c’era molto più di quel che poteva sembrare dietro a quelle frasi. Lo capì e sorrise largamente. Iniziò a intonare un breve canto senza parole e prese a volteggiare intorno a lui per un istante, sfiorandolo con le mani. Infine, da dietro, avvicinò le labbra ad un orecchio del ragazzo.”Sai tesoro… nonostante tutto… io credo che la neve bianca sia bellissima lo stesso… ” – sussurrò dolcemente.Un sorriso, una leggera spinta, ed entrambi si ritrovarono a rotolare a terra, teneramente abbracciati in quella bianca neve che, per quei pochi minuti, si colorò d’amore.
Forse è vero che penso troppo. Ma non è che penso troppo. Mi fisso, è diverso.