Luigi Augusto Belli – Desiderio
Tu sei il mio obbiettivo, quel dolce attimo da cogliere.
Tu sei il mio obbiettivo, quel dolce attimo da cogliere.
Vorrei nascere ancora e provare a cercarti.
Candidamente mi baci per svegliarmientri nel mio letto cerchi passionenon hai bisogno di parlarebasta la dolcezza del tuo sguardo per farti capire.Ti lasci andare in teneri abbracciil calore del tuo corpo nudoancora abbronzato dal sole dell’estateil tuo profumo e i tuoi contorniscaldano la mia voglia d’amarti e di entrare dentro di te.
Vestita di passione l’immaginazione si nasconde codarda dietro la mente dove incontra te… desiderio… calda pelle di fuoco e occhi di luce splendi nelle mie fantasie.
Vorrei riempire il cielo del tuo cuore,lo ricolmerei di stelle cadenti,affinché tu possa esprimere miliardi di desideri,tutti interamente realizzabili.
Ogni volere scaturisce da bisogno, ossia da mancanza, ossia da sofferenza. A questa da fine l’appagamento; tuttavia per un desiderio che venga appagato, ne rimangono almeno dieci insoddisfatti; inoltre la brama dura a lungo, le esigenze vanno all’infinito; l’appagamento è breve e misurato con mano avara.Anzi, la stessa soddisfazione finale è solo apparente: il desiderio appagato dà tosto luogo a un desiderio nuovo: quello è un errore riconosciuto, questo è un errore non conosciuto ancora. Nessun oggetto del volere, una volta conseguito, può dare appagamento durevole… bensì rassomiglia soltanto all’elemosina, la quale gettata al mendico prolunga oggi la sua vita per continuare domani il suo tormento.
Ogni uomo, lungo il suo cammino, non potrà mai ottenere più di quanto il suo cuore possa amare.